Vi riproponiamo la RELAZIONE RISULTATI INDAGINE PRELIMINARE, redatta ad avvio di progetto, a seguito dell’indagine svolta come prima Attività del Progetto Bu.Vi.S.C. – Buena Vision Social Club, 2010 INN 656 Fondazione Con il Sud, con la collaborazione ed il contributo di diversi Enti della Provincia di Taranto, citati nel documento stesso. Gli interessati, possono richiederne copia ufficiale e richiedere di visionare i singoli Questionari di Indagine Preliminare ai riferimenti indicati su questo sito.
RELAZIONE RISULTATI A.1 INDAGINE PRELIMINARE
- 1. Introduzione
Il Progetto Bu.Vi.S.C. Buena Vision Social Club parte dal presupposto di voler migliorare l’offerta culturale e con essa quella socio relazionale del territorio, particolarmente quella relativa alla fruizione e promozione dell’arte cinematografica, intesa, soprattutto, nella sua accezione e nel suo sviluppo in senso sociale.
Il Cinema è animazione, in quanto mezzo di comunicazione fortemente espressivo, ed in questo multimediale. E’ contenitore, mezzo di trasmissione di saperi, di esperienze e rielaborazioni storico culturali, secondo un punto di vista autorale condiviso da un’equipe di persone impegnate nell’analisi e rivalutazione artistica di un soggetto, di una storia umana, che sia fedele alla realtà o metaforicamente evidenziata. Vicino a questo concetto di cinema, il carattere, l’obiettivo generale di base, o mission, che dir si voglia, del Progetto Bu.Vi.S.C. è fare e proporre un cinema sociale. In senso sempre attivo, sia che sia di visione (poiché anche di condivisione e scambio nella forma delcineforum), sia di produzione, volendo offrire un laboratorio di creatività, con particolare attenzione a fasce svantaggiate, come i minori a rischio in primis.
In sede di progettazione è stata fatta una prima analisi dei fabbisogni, che riguardava la storia della cinematografia come strumento importante di sensibilizzazione socio culturale, e particolarmente, la storia che ha avuto nel contesto di riferimento, quello pugliese, ma tarantino soprattutto, e che può avere, considerando questo, come tutte le forme innovative di sviluppo socio culturale, sullo sviluppo di un territorio. Questo in sintonia anche, con quanto afferma l’Assessore al Mediterraneo ed alle Attività Culturali della Regione Puglia, Silvia Godelli:
“Le più evolute teorie di ‘economia della cultura’ indicano come la vitalità e la produttività dei diversi settori dello spettacolo, interagiscano in modo deciso con gli andamenti occupazionali, economici, formativi e di marketing territoriali”.
Un obiettivo di questa fase di analisi fabbisogni ad avvio progetto, oltre a quello dell’approfondimento, è anche quello di meglio capire come seguire questo assioma, nel senso che dalle risposte, dalle dichiarazioni dei protagonisti del territorio, per lo più del terzo settore, e, quindi, raccogliendo la loro diretta esperienza in interazione con gli altri settori sociali, culturali ed economici, vorremmo anche stilare un quadro di avanzamento possibile del nostro progetto, ma anche di quanto queste iniziative possono trovare e far vedere frutti in senso economico.
Sempre dall’Osservatorio Regionale dello Spettacolo e dall’attenzione dell’Assessore Godelli, ci sono tre problematiche ancora aperte, sulla questione dell’evidenza oggettiva dell”economia della cultura”, e sono:
- La forte precarietà dei lavori che caratterizzano questi settori;
- Lo squilibrio tra offerta e domanda occupazionale;
- L’eccessiva dipendenza delle attività socio culturali ed artistiche dal supporto finanziario delle amministrazioni territoriali.
Premesso che, il Progetto Bu.Vi.S.C. rimane di rilevanza socio culturale e relazionale, non a scopo di lucro, è chiaro che parliamo assolutamente in termini di auto sostentamento e di supporto territoriale, non in senso di finanziamento pubblico e/o privato che sia, ma di inserimento in un circolo di interscambio con gli enti pubblici, come le imprese, con gli enti morali, poiché valutato quale progetto, BUONA PRASSI funzionale allo sviluppo di un contesto, a tutti i livelli, coinvolgendo tutti i settori e soprattutto la dinamicità di una popolazione.
- 2. L’analisi del fabbisogno in sede progettuale e cosa riguardava
Il progetto Buena Vision Social Club si fa carico di un profilo territoriale, quello della provincia di Taranto, che necessita di iniziative socio – culturali a carattere innovativo e dalla forte peculiarità attrattiva, oltre che propulsiva rispetto ad un marketing del patrimonio territoriale e rispetto ad una valorizzazione dei talenti e del potenziale comunicativo narrativo della sua storia e delle sue genti.
La situazione del fabbisogno dell’ambiente di riferimento esplorato in fase di progettazione, rilevavauno sviluppo e diffusione di una cultura cinematografica, poco esplorata in realtà, pur contando comunque sulla presenza, oltre che di sale ed arene estive cinematografiche, anche di piccole realtà, per lo più sommerse, di produzione audiovisiva, associazioni e cinecircoli per cui, il progetto“Bu.Vi.S.C.”, vorrebbe essere utile, rispetto a collaborazioni, a mettere sotto ulteriori riflettori ed ulteriori incentivi e progettazioni.
Da una ricerca preliminare, i dati pervenuti, relativi a spazi di esperienza, condivisione e espressione della promozione culturale e dell’interesse per la cinematografia, fanno conoscere un mondo rimasto prevalentemente nelle intenzioni, se non addirittura sommerso.
ALCUNI DATI STATISTICI
Il dato subnazionale ISTAT, legato alla partecipazione, dai 6 anni in su, a spettacoli, tra cui il cinema, denota in Puglia un calo sconfortante, come quello simpaticamente raccontato dall’autrice del blog de L’Espresso.
DATI SULLE PRESENZE RELATIVE AGLI SPETTACOLI DI CINEMA
| ||||
| 2.010 | 2.011 | |||
| Puglia | A Attività cinematografica | 6.912 | 1.719 |
-75,13
|
| B Attività teatrale | 24.267 | 22.147 |
-8,74
| |
| C Attività concertistica | 52.788 | 119.816 |
126,98
| |
| D Attività sportiva | 400 | 5.348 |
1237,00
| |
| E Attività di ballo e concertini | 1.904.103 | 2.077.265 |
9,09
| |
| F Attrazioni dello spettacolo viaggiante | 50.170 | 15.108 |
-69,89
| |
| G Mostre ed esposizioni | 27.926 | 10.454 |
-62,57
| |
| H Attività con pluralità di generi | 73.573 | 129.624 |
76,18
| |
| Puglia Totale | 2.140.139 | 2.381.481 |
11,28
| |
| Totale complessivo | 7.580.625 | 8.415.320 |
11,01
| |
Di contro però
DATI SUL NUMERO DEGLI SPETTACOLI
| ||||
| 2.010 | 2.011 | |||
| Puglia | A Attività cinematografica | 124.746 | 163.164 |
30,80
|
| B Attività teatrale | 6.043 | 6.099 |
0,93
| |
| C Attività concertistica | 1.619 | 1.654 |
2,16
| |
| D Attività sportiva | 2.120 | 1.597 |
-24,67
| |
| E Attività di ballo e concertini | 33.382 | 31.913 |
-4,40
| |
| F Attrazioni dello spettacolo viaggiante | 1.725 | 2.098 |
21,62
| |
| G Mostre ed esposizioni | 786 | 1.156 |
47,07
| |
| H Attività con pluralità di generi | 162 | 198 |
22,22
| |
| Puglia Totale | 170.583 | 207.879 |
21,86
| |
| Totale complessivo | 551.069 | 644.193 |
16,90
| |
COINVOLGIMENTO DI TUTTE LE PARTI SOCIALI E DI TUTTI I SETTORI DI SVILUPPO PER UN PROGETTO DI INNOVAZIONE NELL’AMBITO DELL’OFFERTA SERVIZI DI CULTURA E TEMPO LIBERO:
Il progetto porta al coinvolgimento di tutte le parti sociali di una comunità, a cominciare da quelle ritenute solitamente lontane fra loro, operanti in ambiti differenti per lo sviluppo locale, guardando soprattutto ad un aspetto socio – economico.
In senso più generale sono definite parti sociali tutte le associazioni di rappresentanza della società in un determinato territorio. In base a quest’ultima definizioni le parti sociali comprendono anche il governo centrale, le amministrazioni locali, le associazioni locali che partecipano alla contrattazione collettiva. Naturalmente nel caso di progettualità come la nostra, poco interessa il coinvolgimento di partiti, se pur fanno parte delle cosidette “parti sociali”. Il progetto Buvisc semmai, ambisce a rappresentare una di quelle azioni politiche più efficaci al di fuori della politica partitica e/o ideologica.
Il progetto evidenzia già in modo concreto i suoi presupposti di impatto economico e possibile ricaduta occupazionale, già nella misura in cui si stanno creando, in partenza, numerosi contatti con realtà di diversa natura e rilevanza di settore. Ed ha, inoltre, una natura espandibile oltre i confini di partenza, è modellabile, flessibile, rispetto contesti, obiettivi di condivisione, intrattenimento, sensibilizzazione o apprendimento, operatori e competenze impiegabili.
|
Il progetto vuole realizzare, ancor meglio rendere concrete, sia le politiche di rete – di parti sociali, di settore e di realtà vicine per obiettivo e tipologia di attività – sia le potenzialità economico commerciali dei progetti in ambito socio culturale e artistico. Non a caso il Cinema Sociale proposto da Buvisc, che poi si caratterizzerà di un utenza tesserata e di altre forme di autosostentamento e sponsorship, non è solo visione, ma condivisione e laboratorio.
Regione
|
Numero spettacoli
|
Ingressi
|
Presenze
|
Spesa al botteghino
|
Spesa del pubblico
|
Volume d’affari
|
| Abruzzo |
78.848
|
2.632.115
|
21.455
|
15.559.814,36
|
15.958.586,25
|
16.581.042,23
|
| Basilicata |
11.557
|
429.158
|
0
|
2.523.000,02
|
2.782.964,50
|
2.853.867,94
|
| Calabria |
27.305
|
1.137.440
|
24.784
|
7.484.411,03
|
7.645.834,80
|
7.652.076,80
|
| Campania |
216.101
|
8.405.877
|
183.436
|
48.337.242,85
|
52.433.182,32
|
54.282.850,42
|
| Molise |
6.226
|
233.138
|
0
|
1.548.249,98
|
1.548.717,48
|
1.548.717,48
|
| Puglia |
163.164
|
6.140.590
|
1.719
|
34.804.128,91
|
36.227.273,59
|
38.076.136,03
|
Totale
|
503.201
|
18.978.318
|
231.394
|
110.256.847,15
|
116.596.558,94
|
120.994.690,90
|
Il quadro del fabbisogno poi, proseguiva rivolgendo l’attenzione e l’analisi sui temi e le utenze sensibili cui il progetto si rivolge. Guardando dal punto di vista dell’obiettivo base, mission, di fare un cinema sociale: cineforum-laboratorio Bu.Vi.S.C., si è cercato di comprendere il grado dicoinvolgimento delle parti sociali di una comunità, anche di quelle più ai margini, perché ritenute più lontane se non inglobate nello strato sociale “di casa” o perché disagiate.
L’analisi dava, da questo punto di vista, dati statistici sulla presenza massiccia, anche inserita economicamente e socialmente da tempo, di popolazioni di origine straniera, denotando quali in particolare; dava una scorsa rapida rispetto poi l’esistenza di opere di promozione ed animazione culturale ed interculturale, specificatamente di quella cinematografica, partendo dai minori, dalle generazioni di futuri creativi.
Premura del soggetto responsabile e del progettista è stata poi, garantire, un ulteriore approfondimento della suddetta analisi, arricchendola di fonti informative specialistiche e di dati più precisi, rispetto proprio il bagaglio esperienziale del territorio e le risposte registrate da parte degli utenti pugliesi cui si sono rivolti determinati progetti culturali e della cittadinanza provinciale tarantina in particolare.
- 3. L’approfondimento grazie al Questionario di Indagine Preliminare (Attività 1 del progetto)
Nello specifico, il progetto “Bu.Vi.S.C.”, come espresso nella parte relativa all’Analisi del bisogno del Formulario di progetto, intende rispondere essenzialmente a due bisogni di rilevanza territoriale, emersi da osservazioni e rilievi statistici (par. 3.2 dell’Allegato A):
à Promuovere uno sviluppo ed una diffusione di una cultura cinematografica, con una connotazione fortemente sociale, poco esplorata ma che vede comunque la presenza, oltre che di sale ed arene estive cinematografiche, anche di piccole realtà, per lo più sommerse, di produzione audiovisiva, associazioni e cinecircoli che, con il progetto “Bu.Vi.S.C.” vorremmo porre sotto ulteriori riflettori per essere incentivate a nuove produzioni e progettazioni, in collaborazione.
à Soddisfare il bisogno di inclusione sociale. Favorire un coinvolgimento di tutte le parti sociali di una comunità, a cominciare da quelle ritenute solitamente ai margini o disagiate perché discriminate o ritenute non utili alla partecipazione sociale e ad una cittadinanza attiva per lo sviluppo locale, guardando soprattutto ad un aspetto socio – economico. Quindi essere di ulteriore impulso, con questo progetto, per attività di integrazione sociale e per l’interazione fra parti sociali differenti, con particolare attenzione a extracomunitari, lavoratori immigrati, giovanissimi, anziani, disabili e disagiati.
In un certo senso, facendo questa scelta, volendo darsi questa cifra stilistica e mission, il progetto intende già ben predisporsi non solo per il futuro ed una buona accoglienza a tutto campo sul territorio, ma vuole anche potersi riconoscere in un vissuto, poter partire non da zero, ma dalla base di esperienze, anche consolidate – come attestato da partner longevi – che fanno dell’intermediazione una strategia imprescindibile e vincente di tutta l’iniziativa. Buvisc parte da un preesistente, da un possibile e da un innovativo. Ha elementi di promozione sociale già sperimentati sul territorio, di cui si fa forte, guarda al coinvolgimento di più parti sociali e ad una sempre importante questione di inclusione sociale e punta, soprattutto ad offrire tutto ciò a fianco alla promozione di una cultura cinematografica che porti uno stile nuovo e riferito ad un contesto in cui deve ancora davvero esprimersi e con un sistema di carattere totalmente innovativo.
Questo ha permesso, anche in fase di indagine e di approfondimento preliminare, di riscontrare un passato cui legarsi e di delineare un percorso di sperimentazione ma anche di continuità storica di tipo socio culturale.
In continuità con l’analisi dei fabbisogni effettuata pre progettazione, in fase di ricerca iniziale, e riportata nel progetto di massima, in questa seconda fase l’impegno verterà, come abbiamo detto, su una ricerca fonti informative specialistiche, ovvero su una partecipazione delle realtà già operanti, rispetto al rapporto del territorio con la promozione della cultura cinematografica, e rispetto alle iniziative di promozione dello scambio e della conoscenza interculturale attraverso manifestazioni ed iniziative di tipo artistico – aggregativo.
Ciò è stato reso possibile con l’ausilio di uno strumento semplice e di facile raggiungimento delle realtà prima elencate, cui ci si è rivolti, ovvero attraverso l’invio e somministrazione di questionari informativi presso istituzioni comunali e provinciali, associazioni, esercenti cinematografici e realtà interessate del territorio. Ne sono stati inviati diversi e la risposta è pervenuta dalla maggior parte, ovvero da tredici di queste realtà contattate, cui si è profilata anche l’opportunità di collaborazione prossimo futura.
Il suddetto questionario è stato diviso in tre parti:
- PARTE 1 – SCHEDA ANAGRAFICA
- PARTE 2 – ESPERIENZE, FABBISOGNI IN AMBITO EDUCATIVO MEDIALE
- PARTE 3 – ESPERIENZE/FABBISOGNI DI INCLUSIONE SOCIALE
- PARTE 4 - APPORTI POSSIBILI E PROPOSTE EVENTUALI PER IL TERRITORIO LOCALE E PROVINCIALE
Per la prima, la seconda e terza parte, le domande erano tre, tutte aperte, a risposta libera per la prima, naturalmente con la parte strettamente di dati anagrafici, mentre per la seconda e terza parte le domande sono state proposte in forma composta: a risposta multipla più una parte libera, descrittiva. La quarta parte, a sé stante, era una sorta di dichiarazione spontanea e a discrezione dell’ente*.
Le realtà che hanno collaborato in questo modo, hanno diversi ambiti di intervento: dal socio sanitario al volontariato sociale, dall’interesse per la rivalorizzazione architettonica e urbanistica al psico-sociale e artiterapie.
Rispetto alla seconda parte del questionario, quella relativa all’individuazione di esperienze di tipo socio culturale mediate dall’arte cinematografica, per molti enti in molti dei progetti realizzati il cinema ha avuto un ruolo fondamentale e determinante come:
- studio di un fenomeno sociale;
- studio dei linguaggi multimediali in ambito psico-sociale;
- come stimolo all’espressività emozionale;
- come stimolo all’emancipazione del sé creativo.
Un paio almeno, le esperienze riscontrate di Cinema a Scuola e Didattica multimediale, mentre la più diffusa forma di utilizzo del mezzo cinema resta quella dei piccoli cineforum funzionali e circoscritti.
Il Presidio di Massafra (Diffusione della Lettura), ad esempio, che organizza reading letterari, presentazione di libri con interventi degli autori, incontri e laboratori su varie tematiche di attualità letteraria e sociale, dichiara di servirsi spesso, nella maggior parte dei loro incontri, di un e di un video proiettore dove poter mostrare, foto o brevi filmati che introducano o possano essere di supporto alle diverse tematiche che vengono affrontate. Organizza Cineforum di approfondimento ed anche laboratori di produzione cinematografica, in forma di racconto amatoriale.
Anche l’Associazione Ethra – Accademia psicosociale esprime forte propensione ed interesse ad utilizzare il media cinema nei suoi percorsi terapici e conoscitivi:
“Rientra nella missione, nello statuto dell’associazione l’uso dei linguaggi creativi e multimediali, come esperienza di narrazione storica ed esistenziale;
come attività di sperimentazione individuale e collettiva nei contesti terapeutici e di cambiamento (es. laboratori sull’empowerment o dei disturbi alimentari);
come strumento di divulgazione e promozione sociale”.
Il Cine Circolo Pricò poi, è da tempo impegnato nell’offerta di rassegne cinematografiche, cineforum, restrospettive, incontri con registi e critici cinematografici per cinefili di ogni età e genere cinematografico.
“Il cinema è uno strumento di informazione e comunicazione e non solo mera estetica, e ha in se la forza per insegnare la vita“.
Rispetto alla parte terza e, particolarmente, riguardo la prima domanda del questionario in questa sezione, ovvero:
m L’offerta dei vostri servizi e delle vostre iniziative coinvolge utenza eterogenea, secondo età, etnia, orientamento sessuale, cultura religiosa, genere, disabilità?
Praticamente tutte le realtà che hanno risposto al questionario hanno segnato la prima risposta: è prerogativa indispensabile della nostra attività. L’attenzione è poi massima e sentita fortemente quasi da tutti, su i temi dell’interculturalità e dell’incontro tra etnie e origini territoriali diverse; ma appare anche abbastanza evidente, e ciò conforta molto, che la parola interculturalità è vissuta in modo ampio e rimanda tutti ad uno sforzo di attenzione alla parità di diritti e dignità sociali e ad una apertura alla conoscenza ed accoglienza. Le risposte alla seconda domanda a indicazioni di risposta predisposte e multiple,
m Avete proposto e realizzato, o partecipato a, specicifi interventi di natura interculturale? Rispetto quali temi, quali differenze e culture a confronto in particolare?
sono state diverse, secondo anche le diverse realtà e mission che hanno contribuito all’indagine.
Per quel che concerne la quarta ed ultima parte del questionario,
- APPORTI POSSIBILI E PROPOSTE EVENTUALI PER IL TERRITORIO LOCALE E PROVINCIALE
i riscontri più significativi sono stati i seguenti:
ETHRA ACCADEMIA SOCIALE:
“Attività di cinema e formazione, cinematerapia e intervento sul territorio prevalentemente in scuole e in ambiti formativi e sociali attraverso l’uso del media cinematografico. Progetti: Cinema a scuola; Cinema “in-formazione”; Il cinema d’autore: storia del cinema attraverso i più grandi cineasti; Cinema e letteratura; La storia della violenza sulle donne attraverso la cinamtografia mondiale; Cineturismo: itinerari cine-turistici in Puglia ovvero la Puglia da “girare”. Attività di formazione e aggiornamento accreditati: C.F. crediti formativi per gli assistenti sociali della regione Puglia, ECM Educazione Medica Continua per il personale sanitario con l’uso delle cine-attività”.
ASS. LUCE & SALE:
“Diffondere la cultura audio-visiva, attraverso la realizzazione di una fondazione cinematografica locale; Realizzazione di laboratori audio-visivi per ragazzi; Realizzazione di laboratori audio-visivi per lo sviluppo di maestranze locali; Favorire l’incontro e la convergenza fra culture diverse con la collaborazione delle scuole di cinema internazionali. Favorire il cineturismo e promuovere il paesaggio locale come set ideale per girare film, documentari, spot”.
PRESIDIO DI MASSAFRA:
“Uno dei progetti che abbiamo in mente è quello di poter organizzare degli incontri in cui si possano collegare libri e cinema, magari partendo dalla lettura di alcuni passi di libri (da cui sono stati tratti dei film) per poi passare alla visione del film stesso”.
La maggior parte delle realtà chiede poi di fare rete, un’espressione conosciuta ed un’ambizione vecchia che nel contesto provinciale tarantino non ha trovato mai una direzione ed un coordinamento positivi e fortunati.
- 4. Apporto specialistici
| Cognome e Nome Di Cesare Giuseppina | Ente di Appartenenza Ufficio di Parità |
| Ruolo Consigliera supplente | |
| Contatti 3382573072 | e-mail pina.dicesare@tin.it |
X Ambito di intervento:
campo cinematografico, nello specifico cortometraggi
X Utenza e contesto/i di riferimento:
Giovani registi e non, contesto di riferimento è quello nazionale ma l’adesione al 1° Festival di stranieri ha aperto la strada a quello europeo
X Progetti, risorse disponibili
Il progetto ideato, promosso e gestito dalla consigliera supplente di parità della Provincia di Taranto con il supporto economico della consigliera effettiva e logistico/amministrativo della Provincia di Taranto, è intitolato CAMFEMLAV – Cambia al Femminile il Lavoro. Il progetto è stato realizzato avvalendosi di poche risorse umane ed economiche. La stessa consigliera di parità supplente ha dovuto sopperire all’assenza di svariate figure professionali e ruoli ad esse afferenti. La consigliera effettiva ha destinato, impegnandole, 4.000,00 euro per sostenere il progetto mentre la Provincia si è occupata degli aspetti squisitamente amministrativi procedendo, altresì, alla liquidazione dei premi, alla spedizione degli inviti per gli eventi programmati, alla copertura delle spese per la cena con la quale abbiamo accolto i vincitori, i giurati (che hanno operato a titolo gratuito) e i nodi della rete, all’affissione dei manifesti.
Hanno contribuito con svariate modalità giovani donne imprenditrici (Stampa Sud che si è fatta carico di stampare manifesti ed inviti, Svanire.com si è occupata degli aspetti comunicativi e di marketing del progetto) ed imprenditori jonici come Gabbiano Hotel di Pulsano e Masseria Quis ut Deus di Crispiano che hanno messo a disposizione le location per gli eventi finali, sigle sindacali come la CGIL di Taranto, Associazioni al femminile come Soroptimist club di Taranto che ha attribuito un premio speciale in danaro al miglior corto realizzato in Puglia, la vasta rete on-line che ha contribuito alla efficacia del bando e, quindi, del Festival, singoli soggetti come l’operatore delle pari opportunità Luciano Anelli e la larga rete amicale[1]. Partner privilegiato Apulia Film Commission che ha data ampia divulgazione e pubblicità al Festival conferendogli grande risalto a livello nazionale.
PARTE 2 – ESPERIENZE
Quali progetti, esperienze di Promozione Cinematografica, di Cinema, di Mediazione socio culturale attraverso il Cinema sono stati realizzati da Lei e/o dal proprio Ente di appartenenza? Breve presentazione
Come nasce l’idea “Produzione di corti sul lavoro al femminile che cambia”
La presente idea progettuale (nella sua sinteticità) voleva essere un timido tentativo di ridare dignità al movimento femminista (caduto nell’oblio e, spesso, misconosciuto dalle nuove generazioni nelle sue gesta) e, quindi, alla festa dell’8 marzo, un tempo non remoto occasione di confronto e di riflessione tra donne di diverse estrazioni sociali e politiche, divenuta un esclusivo evento commerciale nel quale a primeggiare sono gli aspetti materiali del consumismo a danno dei valori che contano.
Seppure con differenti modalità rispetto al passato, poiché tempi, mentalità e contesti sono radicalmente modificati, ancora oggi molte donne (a volte accompagnate da uomini) sottolineano l’importanza ed il significato degli stessi valori di ieri: no alla discriminazione in generale e di genere da tradursi in “utilizzo” appieno delle intelligenze e delle capacità delle donne che devono essere impegnate sempre più nei ruoli chiave della società, del mondo del lavoro e della vita pubblica; sì all’istruzione (che ritorna al vecchio classismo poiché non a tutti è dato reale accesso ad esempio nelle università dato l’elevato costo che la stessa implica), alla formazione permanente di qualità per tutti i lavoratori e le lavoratrici, al lavoro con uno sguardo attento e sensibile verso quelle donne che della strada hanno fatto la ragione della loro vita quotidiana e/o lavorativa (venditrici di ombrelli, ecc.).
Sono gli stessi valori di cui le femministe di ieri erano paladine; gli stessi che vedono impegnate le donne di oggi a far sentire la propria voce attraverso associazioni ed organismi quali ad esempio quelli rappresentati dalle Consigliere di Parità ai diversi livelli istituzionali.
Con l’implementazione dell’idea progettuale l’intendimento voleva essere diffondere tra i giovani delle scuole superiori per far sì che le interiorizzino e forniscano un loro contributo innovativo:
- le ragioni che hanno spinto le donne femministe a rivendicare la parità sociale ed economica tra i sessi, poiché fortemente discriminate anche ai fini salariali
- le ragioni per le quali le donne odierne (o parte di esse) vorrebbero far riemergere la festa dell’8 marzo come momento di condivisione delle differenti strade percorse (in gruppo e come single) che non sempre trovano modalità ed occasioni di sintesi per riprogettare il futuro con un obiettivo comune, seppure rispettando le diversità
Guardare al futuro significa essere e vivere il presente senza adombrare la storia del passato e, quindi, recuperare la memoria storica di cui le donne sono state protagoniste nella rivendicazione dei loro diritti e nella lotta per mantenerli. In questa direzione va l’idea progettuale promossa dalle Consigliere di Parità della Provincia di Taranto che è stata condivisa con prestigiosi partner tra cui Apulia Film Commission, la quale ha mostrato in questi anni di attività grande fermento e creatività artistico-culturale nell’affrontare temi di grande spessore e nel valorizzare il proprio territorio e la sua identità.
In occasione degli eventi culturali di cui sopra, ancora da realizzarsi nelle scuole superiori (a breve si terrà una prima iniziativa in tale direzione promossa da Soroptimist club di Taranto e sostenuta dall’Ufficio di Parità), si intende proiettare i corti vincitori e meritevoli del 1° Festival nazionale sul lavoro al femminile che cambia CAMFEMLAV prevedendo, eventualmente, la partecipazione dei registi e dei componenti della giuria al dibattito che seguirà. Il Festival, in itinere, è divenuto l’evento principe del progetto stesso.
Scopo di CAMFEMLAV è stato divulgare, in senso lato, le fatiche e le soddisfazioni vissute dalle donne nella varietà dei/delle mestieri/professioni e nelle difficoltà ad affermarsi nella società odierna come lavoratrici, donne e persone, nonostante innumerevoli gli sforzi compiuti in tal senso. Con il Festival si è inteso coniugare il lavoro femminile, fotografandolo in corto ed in sequenza nella sua evoluzione, con le bellezze paesaggistiche, naturali e strutturali d’epoca con l’auspicio che il settore cinematografico si sviluppi sempre più, anche economicamente e non solo culturalmente, al fine di diventare occasione utile di occupazione promuovendo il territorio. Apulia Film Commission lo ha compreso da tempo e l’Ufficio di Parità intende continuare a fornire il proprio modesto contributo.
E’ stato sufficiente, in particolar modo, un incontro con una donna rumena, divenuto costante nel tempo, ad indurre alla riflessione sul concetto lavoro e sul diverso significato che ciascuno gli attribuisce: Aurelia da anni chiede l’elemosina per strada, solo da poco risulta maggiormente integrata nel contesto tarantino, una mattina Ella a Giuseppina (consigliera di parità supplente) riferisce ho iniziato appena ora a lavorare
Nasce così l’evento CAMFEMLAV – cambia al femminile il lavoro – rivolto a giovani (e non) registi che si sono cimentati su un tema singolare il lavoro femminile: dalle attività artigianali a domicilio e nelle fabbriche dell’800 al lavoro precario odierno – lo stesso reso nei vicoli della città quale l’artista di strada, i venditori di ombrelli o di chi elemosina
Tre le CATEGORIE previste dal BANDO:
- costruzione di ambientazioni lavorative che focalizzano l’attenzione su un determinato periodo storico e/o una specifica attività lavorativa capace di esprimere e rappresentare le peculiarità del momento
- libera produzione del corto potendo trattare il tema del lavoro nelle sue diverse sfaccettature senza alcun limite temporale ed occupandosi di più attività lavorative
- focalizzazione del corto sulla realtà lavorativa pugliese nella sua evoluzione e nei modi e nelle forme ritenute le più opportune
In sintesi:
- coinvolgimento delle scolaresche sul tema, ancora da svilupparsi (come già detto a breve ad aprile sarà promosso un evento a cura di soroptimist in collaborazione con l’Ufficio di Parità ed il liceo Aristosseno di Taranto)
- avvenuta implementazione del 1° Festival nazionale di corti sul lavoro al femminile che cambia
Quali sono stati gli esiti raccolti?
Sono pervenuti 14 corti tra cui 2 provenienti dalla Spagna
Alcune personali riflessioni sullo strumento ma, in particolar modo, su quanto ho potuto cogliere dalla visione di tutti i corti
Il corto è divenuto l’emblema anche delle due serate conclusive di CAMFEMLAV, strumento creativo e ormai tecnologicamente avanzato, capace in pochi istanti e con fotogrammi sequenziali di fare sintesi espressiva su movimenti di donne, su LAVORI ATAVICI e MODERNI, su vissuti personali spesso drammatici.
Il corto coglie, se ben prodotto, l’essenza della vita caratterizzandone la staticità di alcuni momenti e la dinamicità di altri nell’agire quotidiano.
Esso è linfa per chi lo crea e lo esprime, per quanti ne beneficiano in contenuti e messaggi, pone dubbi ed interrogativi, fa sognare lasciando intravedere la speranza, mescola suoni e colori a danza e dolori, rivoluziona gli eventi della vita facendo sì che gli stessi si accompagnino alla libertà di pensiero ed azione.
Ricorrono in esso agiti che non vorremmo forse esprimere ma sui quali si adagia, adattandosi, la fragilità umana femminile.
Immigrazione ed integrazione, abusi e prostituzione, agi e disagi, destabilizzazione e fuga rivoluzionaria, ……….storie che dividono ed uniscono, storie che raccontano ed idealizzano, storie vere ed irreali che parlano di noi, voi e dell’umanità.
La giuria, composta dal presidente Massimo Causo critico cinematografico, Giancarlo Luce attore e regista teatrale e Massimo Ladiana presidente dell’Associazione MAXCavallo, così ha decretato
Per la 1° categoria il corto vincitore è:
- LO ESTIPULANDO (Le regole) di K. & J. Prada con la seguente motivazione
Per la capacità di rappresentare un momento drammatico purtroppo ancora ricorrente nella ricerca e nelle relazioni di lavoro concentrandosi problematicamente su una fragile figura femminile
Per la 2° categoria i corti vincitori ex equo sono:
- LAVORO! Quando la diversità è valore di Paolo Pisanelli con la seguente motivazione
Per la capacità di far emergere 5 spaccati di vita nel percorso di riscatto dal disagio alla inclusione sociale e lavorativa componendo il quadro di una società che con Basaglia supera lo stigma
- E BERTA FILAVA di Mattia Petullà con la seguente motivazione
Ritratto poetico e delicato di un sud immobile ed opprimente nel quale si inserisce la presenza destabilizzante di una badante che innesca una fuga rivoluzionaria degna dell’immaginario zavattiniano
Per la 3° categoria non è stato designato alcun corto vincitore
Il Premio Speciale viene attribuito al corto ANNA e VIOLKA di Rossella Piccinno per la sensibilità con cui affronta il tema dell’immigrazione e dell’integrazione attraverso la storia umana e lavorativa di una badante polacca inserita in una famiglia del Salento
Menzione senza premio a VIOLETTA, la CORTIGIANA di Davide Casals-Roma perché interpreta con maestria e simpatia la speranza che il lavoro più antico del mondo possa cambiare grazie ad una maggiore fiducia nei rapporti umani
Gli eventi di CAMFEMLAV – 1° Festival nazionale di corti sul lavoro al femminile che cambia – ben si coniugano con la valorizzazione del territorio jonico e, pertanto, le location prescelte per accoglierli sono state:
- la masseria Quis ut Deus di Crispiano, nella cui serata del 13 luglio 2012 sono stati proiettati e proclamati i corti vincitori e quello menzionato senza premio (il corto emblematico del più antico lavoro femminile: la prostituzione)
- il Gabbiano Hotel che il 15 luglio 2012 – sotto il cielo stellato e circondato dal mare – ha ospitato il corto che meglio ha espresso il lavoro al femminile in Puglia attribuendogli il premio speciale . Nella seconda serata sono stati proiettati altri 4 corti non premiati ma di grande valore umano, religioso, professionale e tecnico
Hanno intrattenuto gli ospiti i giornalisti, in veste di presentatori, Aldo Zappulla e Tiziana Magrì; a promuovere ed organizzare CAMFEMLAV l’Ufficio di Parità della Provincia di Taranto in capo alla consigliera supplente, d.ssa Giuseppina Di Cesare.
I vincitori sono stati premiati dalla consigliera di parità Barbara Gambillara e dal Presidente club di Taranto di Soroptimist; hanno sostenuto il Festival, anche economicamente, il Presidente della Provincia di Taranto dottor Gianni Florido e l’assessore provinciale alle aree protette Michele Conserva.
Fabbisogni rilevati. Secondo propri modelli di monitoraggio si sono raccolti pareri e/o suggerimenti favorevoli per la maggiore presenza sul territorio di
□ Cineforum;
□ Laboratori di produzione e narrazione cinematografica amatoriale;
□ Cinema a Scuola (Didattica multimediale);
□ Visione film come integrazione di un’azione di terapia e/o di comprensione problema
x Con il contributo di diversi nodi della rete attivata (Associazioni come Buvisc, Il Serraglio, MAXCavallo, Teatro Le Forche, Soroptimist club Taranto, Programma Sviluppo, Svanire.com, singoli professionisti del settore, ecc.) è stato riprogettata l’iniziativa denominata CAMFEMMED – Cammino al Femminile nel Mediterraneo: CAMFEMLAV, Integrazioni Possibili, Creatività e Follia
L’offerta dei vostri servizi e delle vostre iniziative coinvolge utenza eterogenea, secondo età, etnia, orientamento sessuale, cultura religiosa, genere, disabilità?
x E’ prerogativa indispensabile della nostra attività;
□ Abbastanza;
□ Non in maniera rilevante;
□ Solo in parte
Motivazioni?
Se l’obiettivo da perseguire ricorrendo allo strumento dei corti e quindi del cinema è quello di affermare e rendere concreto il principio di parità di genere altrettanto fondamentale risulta il rispetto per l’altro sia dal punto di vista religioso, razziale, ecc.
Avete proposto e realizzato, o partecipato a, specifici interventi di natura interculturale? Rispetto quali temi, quali differenze e culture a confronto in particolare?
x Culture e origini etniche
□ Diversità generazionali;
□ Diversità di orientamento sessuale;
□ Diversità ambientali;
x Abilità psico-motorie differenti
Modalità principali? In collaborazione con?
E’ stato già espresso in precedenza
PARTE 4 – APPORTI POSSIBILI E PROPOSTE EVENTUALI PER IL TERRITORIO LOCALE E PROVINCIALE
| Si fa riferimento alla riprogettazione di CAMFEMLAV divenuta CAMFEMMED di cui l’Associazione Buvisc possiede copia poiché partner del progetto presentato dalla Provincia di Taranto (ideato ed elaborato dall’Ufficio di Parità e la rete territoriale) con la legge 6/04 articolo 14 Programma Attività Culturali triennio 2013-2015 all’Assessorato Regionale |
D. L.g.s. n. 196 del 30/06/2003 e succ. mod. ed int. “Codice in materia di protezione dei dati personali”: Tutela della privacy
Il/La sottoscritto/a, acquisite le informazioni di cui all’articolo 13 del Decreto Legislativo 196/2003, esprime il consenso al trattamento dei propri dati personali.
| Taranto, | 25 marzo 2013 | |
| Giuseppina Di Cesare Consigliera di Parità Supplente Provincia di Taranto |
- 5. Conclusioni
Tali risultati fanno ben sperare sul futuro del Progetto Buvisc e sull’idea principale attraverso la quale li si vuole garantire sostenibilità futura, ovvero quella che prevede un allargamento della partnership e la costituzione di un ente preposto, che sia Fondazione o Onlus, che sia una garanzia reale, tangibile, già visibile del lavoro che si vuole proseguire e della buona prassi dimostrata.
Il contributo fornito da enti di promozione sociale, enti pubblici e privati, durante la fase preliminare di approfondimento delle richieste e delle possibilità che il cinema sociale ha e può avere a Taranto, fa prevedere continui per tutta la fase realizzativa del progetto Buvisc e oltre. Infondo, abbiamo voluto che questo primo step fosse esplorativo e sempre legato alla crescita di tale interdisciplinare e complessa iniziativa, che non vuole essere ne occasionale ne individualista.
Buvisc è una novità per la promozione sociale e per la cultura cinematografica – particolarmente per quella del contesto di partenza – forte di connotazioni e collaborazioni nuove ma anche consolidate e volitiva, soprattutto nel voler aggregare, incuriosire e crescere con.
Le ambizioni di crescita e innovazioni del Progetto Buvisc, intendono aumentare sempre più e già si esprimono in nuove progettualità, che vedono in primis l’ampliamento del concetto di interazione, che diventa forma stilistica di tutta l’arte cinematografica contemporanea, confidando che questo, con spirito di lungimiranza, crei una forte rete d’azione, protocolli di intesa multisettoriali. Così la cultura ha e fa mercato.
NUOVA MANIERA DI FARE E PROMUOVERE CINEMA, PARTENDO DAL PRESUPPOSTO DELL’INTERAZIONE:
Il Progetto Buvisc – Buena Vision Social Club e le azioni che promuoverà e sosterrà, auspicano di suggerire, creare un diverso tipo di scoperta e ricezione dell’arte cinematografica, che sia più dal di dentro del meccanismo di costruzione dell’opera cinematografica, e con questo pretesto, sia fattivamente un media atto a innescare una relazione significati sociali.
Che diventi un gioco interattivo e non solo uno spettacolo da godere; una fruizione artistica di cui sentirsi parte integrante. Questo ne può facilitare ulteriormente l’avvicinamento e la comprensione del linguaggio, ma anche la comprensione di una cultura in sviluppo e delle contemporanee semantiche sociali di progresso da decodificare ed anche elaborare.
“Esiste un gergo nuovo, che velocemente si trasforma, uno stile di comunicazione nuovo, fatto di nuove forme di cortesia, nuove parolacce, nuovi sistemi di segni. Anche il ruolo dell’immagine cambia e si sta imponendo un uso dell’immaginario, originale e creativo, di cui si trovano esempi anche nel modo di vestire e in altre pratiche del corpo, ispirate ad una nuova artificialità”.
“Io credo che ci saranno ovviamente delle cose che funzioneranno e altre meno. E’ possibile che brevi testi modulari, corti, associati alle immagini, nuove forme di teatro-cinema, siano il grande, nuovo medium futuro”.
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