giovedì 1 dicembre 2011

CORTI RACCONTI DI CORPI VIOLATI

Oggi 1 dicembre 2011 alle 18:00 presso la Galleria Comunale del Castello Aragonese, nell'ambito della personale di Roberta Pepe dal titolo "IO E JENNY", una mostra di opere artistiche organizzata per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne da roberta Pepe e l'Ufficio della Consigliera di Pari Opportunità della Provicia di Taranto, l'Associazione Bu.Vi.S.C. proietterà due cortometraggi sulla tematica. Ingresso gratuito.

Titolo: "Te la ricordi Francesca Lupo?" 
Regia: Giacomo Rebuzzi
Anno: 2011
Durata: 11' 45''
Interpreti: Cinzia Mascoli, Patrizia Loreti, Pietro De Silva, Andrea Torcasio
Sinossi: Amelia e Rossella sono due care amiche che si incontrano dopo tanto tempo. Durante il loro dialogo Amelia rivive le inquietanti immagini del suo dramma, celandole dietro un’apparente normalità.



Titolo: "Kalsh"
Regia: Antonella Bianco
Anno: 2010
Durata: 6' 24''
Interpreti: Francesca Foscarini e Barbara Nesta
Sinossi: Kalsh nasce dall'omonimo progetto coreografico della danzatrice Francesca Foscarini. Il Film indaga il tema della violenza. la "violenza invisibile" che è presente, lontana come un'eco eppure incombente, sul personaggio di kalsh, è quella dell'esproprio, della violazione dello spazio domestico, della propria intimità, in nome di un confine inesistente, imposto, impossibile da capire. Incomprensibile soprattutto agli occhi di una ragazzina, in cui vive una creatura che dà la forma alla paura, e che cerca di rialzare un corpo che non ha più una presa sul mondo. "Kalsh da kalashnikov, Un arma che ha reso combattente anche una scimmia".

Si ringrazia Barbara Gambillara Consigliera di Pari Opportunità della Provincia di Taranto, Roberta Pepe artista, Giacomo Rebuzzi, Francesca Foscarini e Antonella Bianco.

lunedì 14 novembre 2011

COSA FACCIAMO

Nel rispetto delle libertà individuali, dei principi della democrazia e della partecipazione, l’Associazione ha lo scopo di promuovere attività di carattere culturale e per il sociale.
Specificatamente l’Associazione persegue i seguenti scopi:
  • Creare una nuova concezione di promozione della cultura attraverso modalità e supporti innovativi, tali da allargare gli orizzonti e dare al territorio una maggiore consapevolezza delle proprie risorse (sfruttando e valorizzando la possibilità che l’arte cinematografica offre);
  • Promuovere, principalmente a favore di uno sviluppo e di un efficace marketing territoriale, la cultura cinematografica, linguistica, letteraria ed artistica in genere, nonché l’attenzione rivolta alla cultura dell’ambiente ed dello sviluppo sostenibile;
  • Ampliare la conoscenza e divulgazione della cultura cinematografica, ambientale, linguistica, letteraria ed artistica in genere, attraverso contatti fra persone, enti ed associazioni e percorsi di animazione e partecipazione delle comunità;
  • Creare una nuova concezione di promozione della cultura attraverso modalità e supporti innovativi, tali da allargare gli orizzonti e dare al territorio una maggiore consapevolezza delle proprie risorse (sfruttando e valorizzando la possibilità che l’arte cinematografica offre);
  • Realizzare cineforum, rassegne e concorsi di cortometraggi, documentari e videoclip;
  • Proporsi come luogo di incontro e di aggregazione nel nome di interessi culturali assolvendo alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, attraverso l'ideale dell'educazione permanente;
  • Realizzare, sostenere e promuovere attività educative di animazione socio-culturale;
  • Porsi come punto di riferimento per quanti, svantaggiati, diversamente abili, immigrati, gente comune per una maggior inclusione socio – culturale, per  trovare, nelle varie sfaccettature ed espressioni culturali e interculturali, un'occasione di inserimento e partecipazione sociale.
  • Sostenere e promuovere l’integrazione degli immigrati nel tessuto sociale di accoglienza.

CHI SIAMO

L’idea di creare questa associazione è nata molti anni fa, quando un’ambientalista dalla creatività estesa ha incontrato un'educatrice con la passione delle arti visive, con l’intento di fare promozione culturale. Nel frattempo l’incuria ambientale e artistica del territorio ha fatto precipitare nel dissesto le menti di chi credeva in un minimo di partecipazione sociale. Il progetto è rimasto nel cassetto fino a quando le loro strade non hanno incrociato quelle di un insegnante in lingue e di un’esperta in beni culturali. Avrebbero fatto ancora in tempo a salvare le sorti segnate di un territorio ormai depauperato della propria dignità? Ci siamo ritrovati a girare in una Taranto desolante simile all’Avana dei videoclip dei Buena Vista Social Club, sulle note armoniche di Chan Chan; fra le strade soleggiate dei quartieri impoveriti soffiava un vento che non faceva alzare sabbia, ma polvere rossastra; dove le poche attività culturali erano “poco” accessibili; dove la suddivisione delle etnie era sostanziale e l’integrazione sociale era scritta solo sulla carta; fino a quando nella nostra ricerca non ci siamo fermati davanti al cartellone dell’ennesimo cine-panettone, dove una folla trepidante era in attesa di farsi lobotomizzare.
Disarmante è stato non poter fermare l’incubo di un’altra disfatta dell’intelletto umano, ma è stato anche l’incipit a reagire ed a fondare l’Associazione di Promozione Sociale Buena Vision Social Club. Con Buena Vision Social Club non si vuole cambiare le sorti culturali di Taranto, ma così come Juanita, mentre setacciava la sabbia, suscitava in Chan Chan desideri reconditi, così i membri di Bu.VI.S.C. setacciando le proprie passioni vorrebbero stimolare le menti di chi crede ancora alla rinascita del territorio, alla coesione sociale e alla collaborazione fra i popoli.