L’idea di creare questa associazione è nata molti anni fa, quando un’ambientalista dalla creatività estesa ha incontrato un'educatrice con la passione delle arti visive, con l’intento di fare promozione culturale. Nel frattempo l’incuria ambientale e artistica del territorio ha fatto precipitare nel dissesto le menti di chi credeva in un minimo di partecipazione sociale. Il progetto è rimasto nel cassetto fino a quando le loro strade non hanno incrociato quelle di un insegnante in lingue e di un’esperta in beni culturali. Avrebbero fatto ancora in tempo a salvare le sorti segnate di un territorio ormai depauperato della propria dignità? Ci siamo ritrovati a girare in una Taranto desolante simile all’Avana dei videoclip dei Buena Vista Social Club, sulle note armoniche di Chan Chan; fra le strade soleggiate dei quartieri impoveriti soffiava un vento che non faceva alzare sabbia, ma polvere rossastra; dove le poche attività culturali erano “poco” accessibili; dove la suddivisione delle etnie era sostanziale e l’integrazione sociale era scritta solo sulla carta; fino a quando nella nostra ricerca non ci siamo fermati davanti al cartellone dell’ennesimo cine-panettone, dove una folla trepidante era in attesa di farsi lobotomizzare.
Disarmante è stato non poter fermare l’incubo di un’altra disfatta dell’intelletto umano, ma è stato anche l’incipit a reagire ed a fondare l’Associazione di Promozione Sociale Buena Vision Social Club. Con Buena Vision Social Club non si vuole cambiare le sorti culturali di Taranto, ma così come Juanita, mentre setacciava la sabbia, suscitava in Chan Chan desideri reconditi, così i membri di Bu.VI.S.C. setacciando le proprie passioni vorrebbero stimolare le menti di chi crede ancora alla rinascita del territorio, alla coesione sociale e alla collaborazione fra i popoli.
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